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28
Ott
08

Manifesto


23
Set
08

Collegio Apostolico di Propaganda Fide

21
Set
08

Associazione Vittime Bombardamenti “Propaganda Fide” ONLUS

SATUTO

Art. 1

Costituzione

1. E’ costituita con sede in Albano Laziale, Piazza S. Fagiolo 8 l’associazione denominata Associazione Vittime Bombardamenti “Propaganda Fide” ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) di seguito detta associazione.

2. L’associazione:

– persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale;

– svolge soltanto le attività indicate nel successivo articolo e quelle ad esse direttamente connesse;

– non distribuisce, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura;

– impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;

– in caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il patrimonio dell’organizzazione, sentito l’organismo di controllo, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

3. Quanto indicato nel precedente comma, seguirà i limiti e le condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.

4. L’associazione ha durata illimitata.

Art. 2

Attività

  1. L’associazione svolge le seguenti attività:

L’Associazione si prefigge lo scopo di promuovere iniziative di:

formazione, ed educazione alla pace, per la convivenza tra i popoli e culture diverse.

Inoltre persegue l’obiettivo attraverso la procura della corte internazionale penale dell’AIA, del riconoscimento che i bombardamenti di febbraio 1944 ad Albano Laziale furono crimini di guerra.

Procedere affinché il presidente della repubblica riconosca Albano Città decorata con medaglia d’oro al valore civile.

Partecipare e promuovere manifestazioni civili e religiose ogni anno a febbraio per non dimenticare.

Promuovere l’elaborazione e l’attuazione dei propri programmi, la partecipazione e la collaborazione delle associazioni del volontariato e delle realtà del terzo settore impegnate a favore della pace, anche mettendo a disposizione le proprie strutture per iniziative autonome a livello nazionale ed internazionale.

In particolare l’Associazione elabora il proprio progetto formativo sviluppando le seguenti attività:

  • Promozione di progetti di educazione alla pace rivolti alle scuole

  • Promozione in collaborazione con le associazioni presenti nel tema di incontri di amicizia tra i giovani, in particolare nei casi di paesi in conflitto

  • Promozione di iniziative culturali quali incontri, corsi, lezioni, seminari, conferenze, convegni e spettacoli.

  • Diffusione dei risultati del proprio lavoro servendosi di tutti i media disponibili

  • Istituzione, promozione e sovvenzione di borse di studio e di ricerca sulla pace

  • Raccolta di documentazione e adeguata catalogazione

  • Promozione di ogni altra iniziativa e accordo di volta in volta giudicati idonei.

Art. 3

Soci

1. Sono Soci quelli che sottoscrivono il presente statuto e quelli che ne fanno richiesta e la cui domanda di adesione è accolta dal comitato.

2. I soci svolgono attività non retribuita.

3. Nella domanda di adesione l’aspirante socio dichiara di accettare senza riserve lo statuto dell’associazione. L’iscrizione decorre dalla data di delibera del comitato.

4. Tutti i soci cessano di appartenere all’associazione per:

– dimissioni volontarie;

– non aver effettuato il versamento della quota associativa per almeno due anni;

– morte;

– indegnità deliberata dal comitato.

Art. 4

Diritti e obblighi dei soci

1. Tutti i soci hanno diritto a partecipare alle assemblee, a votare direttamente o per delega, a svolgere il lavoro preventivamente concordato e a recedere dall’appartenenza all’associazione.

2. I soci sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto, a pagare le quote sociali e i contributi nell’ammontare fissato dall’assemblea e a prestare il lavoro preventivamente concordato.

Art. 5

Organi

1. Sono organi dell’associazione:

– l’assemblea;

– il comitato;

– il presidente;

Art. 6

Assemblea

1. L’assemblea è costituita da tutti i soci.

2. Essa si riunisce, in via ordinaria, una volta all’anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta il presidente lo ritenga necessario

3. Le riunioni sono convocate dal presidente, con predisposizione dell’ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare, almeno 15 giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta (lettera espresso o raccomandata, telegramma, fax).

4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei soci; in tal caso il presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l’assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione.

5. In prima convocazione l’assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro socio. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega.

6. Ciascun socio non può essere portatore di più di tre deleghe.

7. Le deliberazioni dell’assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti, fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 16.

8. L’assemblea ha i seguenti compiti:

– eleggere i membri del comitato;

– eleggere i componenti del collegio dei revisori dei conti;

– approvare il programma di attività proposto dal comitato;

– approvare il bilancio preventivo;

– approvare il bilancio consuntivo;

– approvare o respingere le richieste di modifica dello statuto di cui al successivo articolo 16;

– stabilire l’ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci.

Art. 7

Comitato

1. Il comitato è eletto dall’assemblea ed è composto da 5 membri.

2. Il comitato si riunisce almeno una volta ogni 6 mesi

3. Le riunioni sono convocate dal presidente, con predisposizione dell’ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare.

4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei componenti; in tal caso il presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 12 giorni dalla richiesta e la riunione deve avvenire entro venti giorni dalla convocazione.

5. In prima convocazione il comitato è regolarmente costituito con la presenza della metà più uno dei componenti. In seconda convocazione è regolarmente costituito con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti.

6. Il comitato ha i seguenti compiti:

– eleggere il presidente;

– assumere il personale;

– nominare il segretario;

– nominare il tesoriere;

– fissare le norme per il funzionamento dell’associazione;

– sottoporre all’approvazione dell’assemblea i bilanci preventivo e consuntivo annuali;

– determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’assemblea, promuovendone e coordinandone l’attività e autorizzandone la spesa;

– accogliere o rigettare le domande degli aspiranti soci;

– ratificare, nella prima seduta utile, i provvedimenti di propria competenza adottati dal presidente per motivi di necessità e di urgenza;

– nominare il componente del collegio arbitrale di spettanza dell’associazione.

Art. 8

Presidente

1. Il presidente, che è anche presidente dell’assemblea e del comitato, è eletto da quest’ultimo nel suo seno a maggioranza dei propri componenti.

2. Esso cessa dalla carica secondo le norme del successivo articolo 12 e qualora non ottemperi a quanto disposto nei precedenti articoli 6, comma 4 e 7, comma 4.

3. Il presidente rappresenta legalmente l’associazione nei confronti di terzi e in giudizio. Convoca e presiede le riunioni dell’assemblea e del comitato.

4. In caso di necessità e di urgenza, assume i provvedimenti di competenza del comitato, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione utile.

5. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione, le relative funzioni sono svolte dal componente del comitato più anziano di età.

Art. 9

Segretario Tesoriere

1. Il segretario coadiuva il presidente e ha i seguenti compiti:

– provvede alla tenuta ed all’aggiornamento del registro dei soci;

– provvede al disbrigo della corrispondenza;

– è responsabile della redazione e della conservazione dei verbali delle riunioni degli organi collegiali;

– predispone lo schema del progetto di bilancio preventivo, che sottopone al comitato entro il mese di ottobre, e del bilancio consuntivo, che sottopone al comitato entro il mese di marzo.

– provvede alla tenuta dei registri e della contabilità dell’associazione nonchè alla conservazione della documentazione relativa;

– provvede alla riscossione delle entrate e al pagamento delle spese in conformità alle decisioni del comitato;

– è a capo del personale

Art. 10

Durata delle cariche

1. Tutte le cariche sociali hanno la durata di tre anni e possono essere riconfermate.

art. 11

Risorse economiche

1. L’associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:

– quote associative e contributi dei soci;

– contributi dei privati;

– contributi dello Stato, di enti e di istituzioni pubbliche;

– contributi di organismi internazionali;

– donazioni e lasciti testamentari;

– introiti derivanti da convenzioni;

– rendite di beni mobili o immobili pervenuti all’associazione a qualunque titolo.

2. I fondi sono depositati presso l’istituto di credito stabilito dal comitato.

Art. 12

Quota sociale

1. La quota associativa a carico dei soci è fissata dal Comitato. Essa è annuale; non è frazionabile nè ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio.

2. I soci non in regola con il pagamento delle quote sociali non possono partecipare alle riunioni dell’assemblea nè prendere parte alle attività dell’associazione. Essi non sono elettori e non possono essere eletti alle cariche sociali.

Art. 13

Bilancio o rendiconto

1. Ogni anno devono essere redatti, a cura del comitato, i bilanci preventivo e consuntivo (rendiconti) da sottoporre all’approvazione dell’assemblea che deciderà a maggioranza di voti.

2. Dal bilancio (rendiconto) consuntivo devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti.

3. Il bilancio (rendiconto) deve coincidere con l’anno solare.

Art. 14

Modifiche allo statuto

1. Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’assemblea da uno degli organi o da almeno cinque soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall’assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci.

Art. 15

Norma di rinvio

1. Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.

09
Set
08

IL NOSTRO PROGETTO

L’associazione famigliari vittime dei bombardamenti di Propaganda fide sta lavorando ad un progetto che prevede la produzione di un video-documentario con le testimonianze dei sopravvissuti a quie tragici giorni. Vogliamo creare filmato che racconti alle nuove generazioni cosa accade se si vive sotto i bombardamenti. Quando l’odio e la guerra rappresentano gli unici valori. Vogliamo raccontare, soprattutto adesso, cosa significa vivere in guerra e non in pace. 

Inizieremo nel mese di ottobre a registrare le storie di nostri concittadini, e saremo felici di potervi mostrare come procede  il lavoro tramite questo blog. 

Raccontare significa non dimenticare, non dimenticare significa migliorare, senza commettere gli stessi errori. Anche se in questo periodo questo concetto non sembra essere apprezzato.

Vi invitiamo a seguire il nostr lavoro e a contribuire allo stesso segnalandoci eventuali testimoni di quei tragici giorni.

09
Set
08

Lascia la tua testimonianaza

Tutti coloro che hanno una storia da raccontare, tutti coloro che desiderano lasciare una testimonianaza lo possono fare scrivendo  un commento di seguito, oppure scrivere al Prof. Ugo Mancini (clikka qui)

e-mail: ugomancini@ymail.com

09
Set
08

Il bombardamento anglo-americano del Collegio di Propaganda Fide a Castel Gandolfo

« Le chiese e le istituzioni religiose saranno, per quanto dipende da noi, risparmiate dalle devastazioni belliche nella lotta che ci sta davanti. Durante il periodo delle operazioni militari, la posizione di neutralità della Città del Vaticano, come pure i possedimenti pontifici in Italia, saranno rispettati. »
 
(Franklin Delano Roosvelt, lettera di rassicurazione a papa Pio XII4 luglio 1943.)

Il bombardamento anglo-americano del Collegio di Propaganda Fide a Castel Gandolfo è stato un episodio della seconda guerra mondiale ai Castelli Romani, avvenuto il 10 febbraio 1944.

Dopo l’8 settembre 1943 e l’inizio dell’occupazione tedesca, e ancor di più in seguito allo sbarco anglo-americano ad Anzio il 22 gennaio 1944, la popolazione civile si diede da fare per trovare rifugio in luoghi sicuri. Molti ripararono nelle grotte, come a Marino, o nei rifugi sotterranei, come a Genzano di Roma. Tuttavia, come dimostrarono gli eventi successivi, nessuno di questi luoghi poteva dirsi sicuro di resistere ad un bombardamento delle fortezze volanti statunitensi effettuato con micidiali bombe a grappolo.

Molti abitanti di Castel Gandolfo ed Albano Laziale pensarono così di ripararsi all’interno del complesso delle Ville Pontificie annesse al Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo. L’area, vasta circa una cinquantina di ettari, era stata riconosciuta zona extra-territoriale dall’Italia dopo i Patti lateranensi dell’11 febbraio 1929, pertanto apparteneva alla nazione neutrale dello Stato della Città del Vaticano. Gli alleati da parte loro avevano riconosciuto la neutralità del Vaticano, mentre i tedeschi violarono i confini pontifici solo per effettuare retate di oppositori ed ebrei rifugiati in aree sottoposte alla giurisdizione vaticana. Si calcola[1] che quasi 12.000 persone si rifugiarono all’interno del complesso delle Ville Pontificie, formato dalla Villa Pontificia propriamente detta e da Villa Cybo, Villa Barberini e dalla villa del Collegio di Propaganda Fide con l’annessa Chiesa di Santa Maria Assunta.

Il 30 gennaio 1944 Genzano di Roma venne sconvolta dal primo bombardamento aereo alleato; due giorni dopo, il 1 febbraio, furono colpiteAlbano Laziale ed Ariccia, e il 2 febbraio Marino. Il 10 febbraio, tra le ore 9 e le 10 del mattino, i bombardieri alleati in due ondate colpirono esattamente il Collegio di Propaganda Fide e Villa Barberini, in piena zona extra-territoriale, causando circa 500 vittime, tutti civili rifugiati sotto la protezione di una nazione neutrale.

In realtà, il numero delle vittime non è stato mai accertato, a causa della lacunosità dei registri di morte conservati presso il Tribunale di Velletri. Il comune di Castel Gandolfo ha dichiarato che 211 residenti nel suo territorio sono morti nel tragico bombardamento, mentre l’allora responsabile delle Ville Pontificie, Emilio Bonomelli, dichiarò che c’erano state oltre 500 vittime. Altri testimoni invece parlano di 700 vittime, e altri ancora di 1100 uccisi.[2]

L’ Associazione Famigliari Vittime di “Propaganda Fide” ha nel suo statuto l’obiettivo di far proclamare il bombardamento del 10 febbraio 1944crimine di guerra dalla Corte Internazionale dell’Aia.[3] Ogni anno la stessa associazione, d’accoirdo con i comuni di Albano Laziale e Castel Gandolfo, commemorano la memoria del bombardamento..

09
Set
08

Le foto di una tragedia

foto nascita bambini nella camera da letto del papa eugenio pacelli

 

krupp-k5-leopold

 

Krupp K5 Leopold esposto all’Aberdeen Proving Grounds Museum

 

collegio apostolico di propaganda fide

 

 

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