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21
Set
08

Associazione Vittime Bombardamenti “Propaganda Fide” ONLUS

SATUTO

Art. 1

Costituzione

1. E’ costituita con sede in Albano Laziale, Piazza S. Fagiolo 8 l’associazione denominata Associazione Vittime Bombardamenti “Propaganda Fide” ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) di seguito detta associazione.

2. L’associazione:

– persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale;

– svolge soltanto le attività indicate nel successivo articolo e quelle ad esse direttamente connesse;

– non distribuisce, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura;

– impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;

– in caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il patrimonio dell’organizzazione, sentito l’organismo di controllo, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

3. Quanto indicato nel precedente comma, seguirà i limiti e le condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.

4. L’associazione ha durata illimitata.

Art. 2

Attività

  1. L’associazione svolge le seguenti attività:

L’Associazione si prefigge lo scopo di promuovere iniziative di:

formazione, ed educazione alla pace, per la convivenza tra i popoli e culture diverse.

Inoltre persegue l’obiettivo attraverso la procura della corte internazionale penale dell’AIA, del riconoscimento che i bombardamenti di febbraio 1944 ad Albano Laziale furono crimini di guerra.

Procedere affinché il presidente della repubblica riconosca Albano Città decorata con medaglia d’oro al valore civile.

Partecipare e promuovere manifestazioni civili e religiose ogni anno a febbraio per non dimenticare.

Promuovere l’elaborazione e l’attuazione dei propri programmi, la partecipazione e la collaborazione delle associazioni del volontariato e delle realtà del terzo settore impegnate a favore della pace, anche mettendo a disposizione le proprie strutture per iniziative autonome a livello nazionale ed internazionale.

In particolare l’Associazione elabora il proprio progetto formativo sviluppando le seguenti attività:

  • Promozione di progetti di educazione alla pace rivolti alle scuole

  • Promozione in collaborazione con le associazioni presenti nel tema di incontri di amicizia tra i giovani, in particolare nei casi di paesi in conflitto

  • Promozione di iniziative culturali quali incontri, corsi, lezioni, seminari, conferenze, convegni e spettacoli.

  • Diffusione dei risultati del proprio lavoro servendosi di tutti i media disponibili

  • Istituzione, promozione e sovvenzione di borse di studio e di ricerca sulla pace

  • Raccolta di documentazione e adeguata catalogazione

  • Promozione di ogni altra iniziativa e accordo di volta in volta giudicati idonei.

Art. 3

Soci

1. Sono Soci quelli che sottoscrivono il presente statuto e quelli che ne fanno richiesta e la cui domanda di adesione è accolta dal comitato.

2. I soci svolgono attività non retribuita.

3. Nella domanda di adesione l’aspirante socio dichiara di accettare senza riserve lo statuto dell’associazione. L’iscrizione decorre dalla data di delibera del comitato.

4. Tutti i soci cessano di appartenere all’associazione per:

– dimissioni volontarie;

– non aver effettuato il versamento della quota associativa per almeno due anni;

– morte;

– indegnità deliberata dal comitato.

Art. 4

Diritti e obblighi dei soci

1. Tutti i soci hanno diritto a partecipare alle assemblee, a votare direttamente o per delega, a svolgere il lavoro preventivamente concordato e a recedere dall’appartenenza all’associazione.

2. I soci sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto, a pagare le quote sociali e i contributi nell’ammontare fissato dall’assemblea e a prestare il lavoro preventivamente concordato.

Art. 5

Organi

1. Sono organi dell’associazione:

– l’assemblea;

– il comitato;

– il presidente;

Art. 6

Assemblea

1. L’assemblea è costituita da tutti i soci.

2. Essa si riunisce, in via ordinaria, una volta all’anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta il presidente lo ritenga necessario

3. Le riunioni sono convocate dal presidente, con predisposizione dell’ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare, almeno 15 giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta (lettera espresso o raccomandata, telegramma, fax).

4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei soci; in tal caso il presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l’assemblea deve essere tenuta entro trenta giorni dalla convocazione.

5. In prima convocazione l’assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro socio. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega.

6. Ciascun socio non può essere portatore di più di tre deleghe.

7. Le deliberazioni dell’assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti, fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 16.

8. L’assemblea ha i seguenti compiti:

– eleggere i membri del comitato;

– eleggere i componenti del collegio dei revisori dei conti;

– approvare il programma di attività proposto dal comitato;

– approvare il bilancio preventivo;

– approvare il bilancio consuntivo;

– approvare o respingere le richieste di modifica dello statuto di cui al successivo articolo 16;

– stabilire l’ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci.

Art. 7

Comitato

1. Il comitato è eletto dall’assemblea ed è composto da 5 membri.

2. Il comitato si riunisce almeno una volta ogni 6 mesi

3. Le riunioni sono convocate dal presidente, con predisposizione dell’ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare.

4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei componenti; in tal caso il presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 12 giorni dalla richiesta e la riunione deve avvenire entro venti giorni dalla convocazione.

5. In prima convocazione il comitato è regolarmente costituito con la presenza della metà più uno dei componenti. In seconda convocazione è regolarmente costituito con la presenza di almeno un terzo dei suoi componenti.

6. Il comitato ha i seguenti compiti:

– eleggere il presidente;

– assumere il personale;

– nominare il segretario;

– nominare il tesoriere;

– fissare le norme per il funzionamento dell’associazione;

– sottoporre all’approvazione dell’assemblea i bilanci preventivo e consuntivo annuali;

– determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’assemblea, promuovendone e coordinandone l’attività e autorizzandone la spesa;

– accogliere o rigettare le domande degli aspiranti soci;

– ratificare, nella prima seduta utile, i provvedimenti di propria competenza adottati dal presidente per motivi di necessità e di urgenza;

– nominare il componente del collegio arbitrale di spettanza dell’associazione.

Art. 8

Presidente

1. Il presidente, che è anche presidente dell’assemblea e del comitato, è eletto da quest’ultimo nel suo seno a maggioranza dei propri componenti.

2. Esso cessa dalla carica secondo le norme del successivo articolo 12 e qualora non ottemperi a quanto disposto nei precedenti articoli 6, comma 4 e 7, comma 4.

3. Il presidente rappresenta legalmente l’associazione nei confronti di terzi e in giudizio. Convoca e presiede le riunioni dell’assemblea e del comitato.

4. In caso di necessità e di urgenza, assume i provvedimenti di competenza del comitato, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione utile.

5. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione, le relative funzioni sono svolte dal componente del comitato più anziano di età.

Art. 9

Segretario Tesoriere

1. Il segretario coadiuva il presidente e ha i seguenti compiti:

– provvede alla tenuta ed all’aggiornamento del registro dei soci;

– provvede al disbrigo della corrispondenza;

– è responsabile della redazione e della conservazione dei verbali delle riunioni degli organi collegiali;

– predispone lo schema del progetto di bilancio preventivo, che sottopone al comitato entro il mese di ottobre, e del bilancio consuntivo, che sottopone al comitato entro il mese di marzo.

– provvede alla tenuta dei registri e della contabilità dell’associazione nonchè alla conservazione della documentazione relativa;

– provvede alla riscossione delle entrate e al pagamento delle spese in conformità alle decisioni del comitato;

– è a capo del personale

Art. 10

Durata delle cariche

1. Tutte le cariche sociali hanno la durata di tre anni e possono essere riconfermate.

art. 11

Risorse economiche

1. L’associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:

– quote associative e contributi dei soci;

– contributi dei privati;

– contributi dello Stato, di enti e di istituzioni pubbliche;

– contributi di organismi internazionali;

– donazioni e lasciti testamentari;

– introiti derivanti da convenzioni;

– rendite di beni mobili o immobili pervenuti all’associazione a qualunque titolo.

2. I fondi sono depositati presso l’istituto di credito stabilito dal comitato.

Art. 12

Quota sociale

1. La quota associativa a carico dei soci è fissata dal Comitato. Essa è annuale; non è frazionabile nè ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio.

2. I soci non in regola con il pagamento delle quote sociali non possono partecipare alle riunioni dell’assemblea nè prendere parte alle attività dell’associazione. Essi non sono elettori e non possono essere eletti alle cariche sociali.

Art. 13

Bilancio o rendiconto

1. Ogni anno devono essere redatti, a cura del comitato, i bilanci preventivo e consuntivo (rendiconti) da sottoporre all’approvazione dell’assemblea che deciderà a maggioranza di voti.

2. Dal bilancio (rendiconto) consuntivo devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti.

3. Il bilancio (rendiconto) deve coincidere con l’anno solare.

Art. 14

Modifiche allo statuto

1. Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’assemblea da uno degli organi o da almeno cinque soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall’assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci.

Art. 15

Norma di rinvio

1. Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.

09
Set
08

La storia

Lo sbarco e la battaglia di Anzio 

 

Alle ore 02.45 della notte del 22 gennaio 1944 sbarcò nel porto di Anzio l’avanguardia del VI Corpo d’Armata alleato. A sud e a nord della cittadina crearono altre teste di ponte la III divisione statunitense e la I divisione britannica. L’aviazione alleata effettuò 465 giri di appoggio aereo sulle teste di ponte appena conquistate, cui i tedeschi opposero sei raid di caccia-bombardieri. In nottata erano stati sbarcati circa 36.000 uomini e 3.000 automezzi.

Comandava le forze statunitensi il generale Lucas il quale decise di rimanere a consolidare la testa di ponte anziché avanzare nell’entroterra sfruttando l’effetto sorpresa, come invece avrebbe voluto il generale statunitense George Smith Patton.

Tram sulla tramvia dei Castelli Romani nei pressi di Rocca di Papa      

Tram sulla tramvia dei Castelli Romani nei pressi di Rocca di Papa

Quindi, il 22 e il 23 gennaio furono impiegati in assalti esplorativi in direzione di Campoleone e di Cisterna di Latina. Gli alleati, schierando due divisioni, si attestarono a cinque chilometri da Cisterna e a tre da Campoleone. Il generale tedesco Albert Kesselring reagì spostando due divisioni dal fronte di Cassino ad Anzio riuscendo a contenere il primo vero attacco alleato che ci fu il 30 gennaio. Gli alleati riuscirono a penetrare fino a un miglio dal centro di Cisterna e ad occupare il nodo ferroviario di Campoleone, dal quale furono peraltro subito ricacciati dai rinforzi tedeschi.

Il 2 febbraio il generale britannico Harold Alexander fece visita al fronte di Anzio.

Il 19 febbraio, su ultimatum di Hitler, che impose di ricacciare a mare in tre giorni gli Alleati, si scatenò una controffensiva tedesca appoggiata da quattrocentosessantacinque pezzi d’artiglieria che riuscì a mettere in serie difficoltà gli anglo-americani, che dovettero ritirarsi fino al punto massimo cui potevano spingersi indietro senza rendere bersagliabili dall’artiglieria a lungo raggio la base di Anzio.

Prima del 22 gli alleati si ripresero respingendo il fronte verso l’entroterra. Il 1 marzo 1944 Kesselring dichiarò finita negativamente per i tedeschi l’offensiva e Hitler volle (per la prima e unica volta nel conflitto) indagare personalmente sul caso.

Dal 1 marzo al 20 maggio 1944 il fronte di Anzio rimase bloccato in attesa che si sbloccasse quello di Cassino.

Piazza del Popolo, a Littoria (oggi Latina), dopo l'inaugurazione nel dicembre 1932      

Piazza del Popolo, a Littoria (oggi Latina), dopo l’inaugurazione nel dicembre 1932

Negli ultimi giorni del mese i due tronconi dell’armata alleata si incontrarono nei dintorni diLittoria (oggi Latina) per marciare vittoriosamente su Roma.

I Castelli Romani vissero la prima fase della Battaglia di Anzio come retrovia. Il comando tedesco aveva requisito nel territorio numerosi edifici, sia privati che pubblici, per adibirli ad alloggiamento di militari, ricoveri di materiale e a sede di vari comandi in stretto collegamento con la linea del fronte. Per interrompere, o quanto meno indebolire, questi collegamenti tutta l’area dei castelli Romani fu oggetto di intensi bombardamenti aerei e terrestri fino a quando, uno dopo l’altro, i singoli paesi vennero presi dalle forze anglo-americane.

In questa fase, vennero collocate molte delle artiglierie a lungo raggio che dovevano colpire gli alleati ad Anzio, come i due super-cannoni ferroviari Krupp K5 , soprannominati “Anzio Annie” ed “Anzio Express”, rimasti indenni per tutta la battaglia, o come i due pezzi d’artiglieria che furono collocati sotto Genzano, sul Colle delle Due Torri, così chiamato per via di due torrioni che vi sorgevano e di cui alla fine del conflitto ne rimase solo mezzo, perché gli alleati riuscirono in un’incursione aerea a colpire questi pezzi.

“Anzio Annie” e “Anzio Express” 

Il cannone ferroviario Krupp K5 "Leopold" in una località sconosciuta (foto d'epoca)      

Il cannone ferroviario Krupp K5 “Leopold” in una località sconosciuta (foto d’epoca)

Il comando tedesco, per cercare di respingere a mare le truppe anglo-americane, schierò due esemplari di un sofisticato cannone a lunga gittata montato su carro ferroviario il Krupp K5 da 283 mm.

Questi cannoni, già richiamati dalla Tunisia, vennero fatti arrivare in tutta fretta dall’area milanese per essere collocati uno nella galleria di Colle Oliva della linea ferroviaria Roma-Frascati, nei pressi di Villa Senni in territorio di Grottaferrata, l’altro più a nord presso la stazione di Ciampino in territorio di Marino. Questi pezzi d’artiglieria, agilmente trasportabili sulla normale rete ferroviaria, sebbene di notevoli dimensioni e con un peso di circa 218.000 Kg, potevano essere piazzati su idonee piattaforme girevoli che garantivano loro particolare libertà di puntamento. Sparavano proiettili convenzionali da circa 255 kg ad una velocità iniziale di 1.128 m/sec con una gittata compresa, a seconda del munizionamento, tra i 62 e gli 86 km. circa ad una cadenza di tiro di otto colpi l’ora.

Chiamati dai tedeschi “Leopold” e “Robert” e soprannominati dagli anglo-americani “Anzio Annie” ed “Anzio Express”, martellarono la linea del fronte per circa quattro mesi terrorizzando anche chi veniva semplicemente sorvolato dai loro giganteschi proiettili sibilanti.

L'"Anzio Annie" (Krupp K5 "Leopold") ora esposto all'Aberdeen Proving Grounds Museum      

L’“Anzio Annie” (Krupp K5 “Leopold”) ora esposto all’Aberdeen Proving Grounds Museum

Questi cannoni non vennero mai individuati dalla ricognizione aerea alleata, sia a causa dell’accurato camuffamento e sia perché i tedeschi li tenevano nascosti in galleria facendoli uscire solo lo stretto tempo necessario a fare fuoco, né furono mai colpiti nei ripetuti bombardamenti che, per altro, sconquassarono i Castelli Romani.

I due cannoni, che si erano guadagnati la fama di invulnerabilità, furono nuovamente avviati al Nord dopo lo sfondamento del fronte ma vennero catturati il 7 giugno 1944 dagli americani del 168° Reggimento fanteria della 34a Divisione nei pressi diCivitavecchia e, smontati, furono trasportati negli Stati Uniti per essere studiati.

Ora “Anzio Annie”, perfettamente restaurato, è esposto all’Aberdeen Proving Grounds Museum (U.S. Army Ordnance Museum), ad Aberdeen nel Maryland; l’unico altro esemplare superstite al mondo del Krupp K5 “Leopold” è sito in Normandia, nei pressi di Calais, al Museo del Mar Atlantico. [1]

I bombardamenti aerei alleati 

Tutti i Castelli Romani furono colpiti dai bombardamenti. Il primo comune colpito fuMarino, nell’allora frazione di Ciampino, che venne colpita il 19 luglio 1943: oltre all’aeroporto, venne distrutto anche l’acquedotto comunale e la linea ferroviaria venne troncata (Vedi: Marino (RM) durante la seconda guerra mondiale (1943 – 1944)).

Seguì, l’8 settembre 1943Frascati, che venne aspramente colpita: perirono oltre 500 cittadini e venne distrutta Villa Torlonia e la Cattedrale di San Pietro venne duramente segnata. Inoltre venne resa inutile anche la linea ferroviaria. Gli alleati pensavano che a Villa Torlonia avesse sede il comando operativo del generale Kesselring.

Domenica 30 gennaio 1944 si registrò una tragica incursione su Genzano, che causò molti danni e alcune vittime.

Il giorno dopo, lunedì 1 febbraio vennero colpite Ariccia ed Albano, dove venne colpito il convento delle Clarisse a Piazza Pia e morirono 16 religiose. L’obiettivo era disattivare l’Appia: e difatti venne tagliato il ponte d’Ariccia, voluto da Pio IX.

Il 2 febbraio alle 12 venne bombardata nuovamente Marino, che ebbe centinaia di vittime civili e la distruzione totale di Palazzo Colonna, in cui era installata una stazione radio germanica e di Villa Desideri, sede di un autoparco tedesco; al contrario l’unico obbiettivo militare di Marino segnalato dal CLN clandestino agli anglo-americani, ovvero il quadrivio della Via dei Laghi, venne trascurato dall’aviazione alleata[2]. Lo stesso giorno venne bombardata nuovamente Genzano, dove venne colpita la Chiesa della Santissima Trinità.

Il 10 febbraio subiva un bombardamento il Palazzo di Propaganda Fide a Villa Barberini, nel complesso della Villa Pontificia di Castel Gandolfo: lì erano sfollati moltissimi civili di cui varie centinaia persero la vita. Circa dodicimila furono i civili che cercarono riparo all’interno dei giardini della tenuta pontificia, che godeva dal 1929 del privilegio di extra-territorialità. Il bombardamento alleato di Propaganda Fide perciò fu praticamente effettuato nel territorio della Santa Sede, ufficialmente nazione neutrale.

Sempre il 10 febbraio venne di nuovo colpita Genzano: cinquantaquattro civili rifugiatisi nelle cantine di Santa Maria della Cima perirono colpiti dalle bombe.

Ancora un massiccio bombardamento aereo fu subito da Marino a mezzogiorno del 17 febbraio: in quell’occasione venne colpita un’ala del Convento delle Piccole Suore dei Poveri di San Giuseppe e alcune ville occupate da militari tedeschi.

Per tutto il periodo dall’apertura del fronte di Anzio alla liberazione di Roma sull’area dei Castelli si abbatterono una serie di incursioni aeree, soprattutto notturne, e di cannoneggiamenti che, colpendo la rete dei rifornimenti e comunicazioni tra retrovie e prima linea, sfibrarono i reparti tedeschi e devastarono città e campagne.

In maggio vennero colpite ancora Marino e Grottaferrata. Negli ultimi giorni del mese, dopo la caduta di Cassino e della linea Gustav, Kesselring cercò di fermare l’avanzata alleata creando la linea Caesar, che andava da Torvaianica a Velletri fino ad Artena, località che verranno duramente bombardate dagli alleati.

Ai primi di giugno i tedeschi cederanno di fronte a una sortita americana sul Monte Artemisio che spezzerà l’intera linea del fronte aprendo agli alleati la porta sui Castelli Romani e su Roma.

Il tragico dopoguerra 

Il pomeriggio del 3 giugno le avanguardie alleate percorsero le vie consolari: l’Appia liberando GenzanoAricciaAlbano e le Frattocchie diMarino; l’Anagnina liberando Grottaferrata, e poi Marino e Frascati. L’avanzata proseguirà infine verso Roma, liberata nella notte del 4 giugno.

Dopo la guerra i Castelli erano praticamente distrutti: delle strade erano state tagliate l’Appia, la Maremmana, l’Anagnina, la Tuscolana; tutte le linee ferroviarie (la RomaFrascati, la RomaAlbano e la RomaVelletri) erano state tagliate; erano stati distrutti o danneggiati importanti monumenti (la Cattedrale di san Pietro e Villa Torlonia a Frascati, Palazzo Colonna e la Basilica di San Barnaba a Marino, Santa Maria della Cima e la SS. Trinità a Genzano) oltre a tutti i danni alle altre costruzioni e, in prima posizione, alle ingenti perdite umane.

 

Wikipedia




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