Archive for the 'TESTIMONIANZE' Category

28
Ott
08

Manifesto


09
Set
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IL NOSTRO PROGETTO

L’associazione famigliari vittime dei bombardamenti di Propaganda fide sta lavorando ad un progetto che prevede la produzione di un video-documentario con le testimonianze dei sopravvissuti a quie tragici giorni. Vogliamo creare filmato che racconti alle nuove generazioni cosa accade se si vive sotto i bombardamenti. Quando l’odio e la guerra rappresentano gli unici valori. Vogliamo raccontare, soprattutto adesso, cosa significa vivere in guerra e non in pace. 

Inizieremo nel mese di ottobre a registrare le storie di nostri concittadini, e saremo felici di potervi mostrare come procede  il lavoro tramite questo blog. 

Raccontare significa non dimenticare, non dimenticare significa migliorare, senza commettere gli stessi errori. Anche se in questo periodo questo concetto non sembra essere apprezzato.

Vi invitiamo a seguire il nostr lavoro e a contribuire allo stesso segnalandoci eventuali testimoni di quei tragici giorni.

09
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Lascia la tua testimonianaza

Tutti coloro che hanno una storia da raccontare, tutti coloro che desiderano lasciare una testimonianaza lo possono fare scrivendo  un commento di seguito, oppure scrivere al Prof. Ugo Mancini (clikka qui)

e-mail: ugomancini@ymail.com

09
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La storia

Lo sbarco e la battaglia di Anzio 

 

Alle ore 02.45 della notte del 22 gennaio 1944 sbarcò nel porto di Anzio l’avanguardia del VI Corpo d’Armata alleato. A sud e a nord della cittadina crearono altre teste di ponte la III divisione statunitense e la I divisione britannica. L’aviazione alleata effettuò 465 giri di appoggio aereo sulle teste di ponte appena conquistate, cui i tedeschi opposero sei raid di caccia-bombardieri. In nottata erano stati sbarcati circa 36.000 uomini e 3.000 automezzi.

Comandava le forze statunitensi il generale Lucas il quale decise di rimanere a consolidare la testa di ponte anziché avanzare nell’entroterra sfruttando l’effetto sorpresa, come invece avrebbe voluto il generale statunitense George Smith Patton.

Tram sulla tramvia dei Castelli Romani nei pressi di Rocca di Papa      

Tram sulla tramvia dei Castelli Romani nei pressi di Rocca di Papa

Quindi, il 22 e il 23 gennaio furono impiegati in assalti esplorativi in direzione di Campoleone e di Cisterna di Latina. Gli alleati, schierando due divisioni, si attestarono a cinque chilometri da Cisterna e a tre da Campoleone. Il generale tedesco Albert Kesselring reagì spostando due divisioni dal fronte di Cassino ad Anzio riuscendo a contenere il primo vero attacco alleato che ci fu il 30 gennaio. Gli alleati riuscirono a penetrare fino a un miglio dal centro di Cisterna e ad occupare il nodo ferroviario di Campoleone, dal quale furono peraltro subito ricacciati dai rinforzi tedeschi.

Il 2 febbraio il generale britannico Harold Alexander fece visita al fronte di Anzio.

Il 19 febbraio, su ultimatum di Hitler, che impose di ricacciare a mare in tre giorni gli Alleati, si scatenò una controffensiva tedesca appoggiata da quattrocentosessantacinque pezzi d’artiglieria che riuscì a mettere in serie difficoltà gli anglo-americani, che dovettero ritirarsi fino al punto massimo cui potevano spingersi indietro senza rendere bersagliabili dall’artiglieria a lungo raggio la base di Anzio.

Prima del 22 gli alleati si ripresero respingendo il fronte verso l’entroterra. Il 1 marzo 1944 Kesselring dichiarò finita negativamente per i tedeschi l’offensiva e Hitler volle (per la prima e unica volta nel conflitto) indagare personalmente sul caso.

Dal 1 marzo al 20 maggio 1944 il fronte di Anzio rimase bloccato in attesa che si sbloccasse quello di Cassino.

Piazza del Popolo, a Littoria (oggi Latina), dopo l'inaugurazione nel dicembre 1932      

Piazza del Popolo, a Littoria (oggi Latina), dopo l’inaugurazione nel dicembre 1932

Negli ultimi giorni del mese i due tronconi dell’armata alleata si incontrarono nei dintorni diLittoria (oggi Latina) per marciare vittoriosamente su Roma.

I Castelli Romani vissero la prima fase della Battaglia di Anzio come retrovia. Il comando tedesco aveva requisito nel territorio numerosi edifici, sia privati che pubblici, per adibirli ad alloggiamento di militari, ricoveri di materiale e a sede di vari comandi in stretto collegamento con la linea del fronte. Per interrompere, o quanto meno indebolire, questi collegamenti tutta l’area dei castelli Romani fu oggetto di intensi bombardamenti aerei e terrestri fino a quando, uno dopo l’altro, i singoli paesi vennero presi dalle forze anglo-americane.

In questa fase, vennero collocate molte delle artiglierie a lungo raggio che dovevano colpire gli alleati ad Anzio, come i due super-cannoni ferroviari Krupp K5 , soprannominati “Anzio Annie” ed “Anzio Express”, rimasti indenni per tutta la battaglia, o come i due pezzi d’artiglieria che furono collocati sotto Genzano, sul Colle delle Due Torri, così chiamato per via di due torrioni che vi sorgevano e di cui alla fine del conflitto ne rimase solo mezzo, perché gli alleati riuscirono in un’incursione aerea a colpire questi pezzi.

“Anzio Annie” e “Anzio Express” 

Il cannone ferroviario Krupp K5 "Leopold" in una località sconosciuta (foto d'epoca)      

Il cannone ferroviario Krupp K5 “Leopold” in una località sconosciuta (foto d’epoca)

Il comando tedesco, per cercare di respingere a mare le truppe anglo-americane, schierò due esemplari di un sofisticato cannone a lunga gittata montato su carro ferroviario il Krupp K5 da 283 mm.

Questi cannoni, già richiamati dalla Tunisia, vennero fatti arrivare in tutta fretta dall’area milanese per essere collocati uno nella galleria di Colle Oliva della linea ferroviaria Roma-Frascati, nei pressi di Villa Senni in territorio di Grottaferrata, l’altro più a nord presso la stazione di Ciampino in territorio di Marino. Questi pezzi d’artiglieria, agilmente trasportabili sulla normale rete ferroviaria, sebbene di notevoli dimensioni e con un peso di circa 218.000 Kg, potevano essere piazzati su idonee piattaforme girevoli che garantivano loro particolare libertà di puntamento. Sparavano proiettili convenzionali da circa 255 kg ad una velocità iniziale di 1.128 m/sec con una gittata compresa, a seconda del munizionamento, tra i 62 e gli 86 km. circa ad una cadenza di tiro di otto colpi l’ora.

Chiamati dai tedeschi “Leopold” e “Robert” e soprannominati dagli anglo-americani “Anzio Annie” ed “Anzio Express”, martellarono la linea del fronte per circa quattro mesi terrorizzando anche chi veniva semplicemente sorvolato dai loro giganteschi proiettili sibilanti.

L'"Anzio Annie" (Krupp K5 "Leopold") ora esposto all'Aberdeen Proving Grounds Museum      

L’“Anzio Annie” (Krupp K5 “Leopold”) ora esposto all’Aberdeen Proving Grounds Museum

Questi cannoni non vennero mai individuati dalla ricognizione aerea alleata, sia a causa dell’accurato camuffamento e sia perché i tedeschi li tenevano nascosti in galleria facendoli uscire solo lo stretto tempo necessario a fare fuoco, né furono mai colpiti nei ripetuti bombardamenti che, per altro, sconquassarono i Castelli Romani.

I due cannoni, che si erano guadagnati la fama di invulnerabilità, furono nuovamente avviati al Nord dopo lo sfondamento del fronte ma vennero catturati il 7 giugno 1944 dagli americani del 168° Reggimento fanteria della 34a Divisione nei pressi diCivitavecchia e, smontati, furono trasportati negli Stati Uniti per essere studiati.

Ora “Anzio Annie”, perfettamente restaurato, è esposto all’Aberdeen Proving Grounds Museum (U.S. Army Ordnance Museum), ad Aberdeen nel Maryland; l’unico altro esemplare superstite al mondo del Krupp K5 “Leopold” è sito in Normandia, nei pressi di Calais, al Museo del Mar Atlantico. [1]

I bombardamenti aerei alleati 

Tutti i Castelli Romani furono colpiti dai bombardamenti. Il primo comune colpito fuMarino, nell’allora frazione di Ciampino, che venne colpita il 19 luglio 1943: oltre all’aeroporto, venne distrutto anche l’acquedotto comunale e la linea ferroviaria venne troncata (Vedi: Marino (RM) durante la seconda guerra mondiale (1943 – 1944)).

Seguì, l’8 settembre 1943Frascati, che venne aspramente colpita: perirono oltre 500 cittadini e venne distrutta Villa Torlonia e la Cattedrale di San Pietro venne duramente segnata. Inoltre venne resa inutile anche la linea ferroviaria. Gli alleati pensavano che a Villa Torlonia avesse sede il comando operativo del generale Kesselring.

Domenica 30 gennaio 1944 si registrò una tragica incursione su Genzano, che causò molti danni e alcune vittime.

Il giorno dopo, lunedì 1 febbraio vennero colpite Ariccia ed Albano, dove venne colpito il convento delle Clarisse a Piazza Pia e morirono 16 religiose. L’obiettivo era disattivare l’Appia: e difatti venne tagliato il ponte d’Ariccia, voluto da Pio IX.

Il 2 febbraio alle 12 venne bombardata nuovamente Marino, che ebbe centinaia di vittime civili e la distruzione totale di Palazzo Colonna, in cui era installata una stazione radio germanica e di Villa Desideri, sede di un autoparco tedesco; al contrario l’unico obbiettivo militare di Marino segnalato dal CLN clandestino agli anglo-americani, ovvero il quadrivio della Via dei Laghi, venne trascurato dall’aviazione alleata[2]. Lo stesso giorno venne bombardata nuovamente Genzano, dove venne colpita la Chiesa della Santissima Trinità.

Il 10 febbraio subiva un bombardamento il Palazzo di Propaganda Fide a Villa Barberini, nel complesso della Villa Pontificia di Castel Gandolfo: lì erano sfollati moltissimi civili di cui varie centinaia persero la vita. Circa dodicimila furono i civili che cercarono riparo all’interno dei giardini della tenuta pontificia, che godeva dal 1929 del privilegio di extra-territorialità. Il bombardamento alleato di Propaganda Fide perciò fu praticamente effettuato nel territorio della Santa Sede, ufficialmente nazione neutrale.

Sempre il 10 febbraio venne di nuovo colpita Genzano: cinquantaquattro civili rifugiatisi nelle cantine di Santa Maria della Cima perirono colpiti dalle bombe.

Ancora un massiccio bombardamento aereo fu subito da Marino a mezzogiorno del 17 febbraio: in quell’occasione venne colpita un’ala del Convento delle Piccole Suore dei Poveri di San Giuseppe e alcune ville occupate da militari tedeschi.

Per tutto il periodo dall’apertura del fronte di Anzio alla liberazione di Roma sull’area dei Castelli si abbatterono una serie di incursioni aeree, soprattutto notturne, e di cannoneggiamenti che, colpendo la rete dei rifornimenti e comunicazioni tra retrovie e prima linea, sfibrarono i reparti tedeschi e devastarono città e campagne.

In maggio vennero colpite ancora Marino e Grottaferrata. Negli ultimi giorni del mese, dopo la caduta di Cassino e della linea Gustav, Kesselring cercò di fermare l’avanzata alleata creando la linea Caesar, che andava da Torvaianica a Velletri fino ad Artena, località che verranno duramente bombardate dagli alleati.

Ai primi di giugno i tedeschi cederanno di fronte a una sortita americana sul Monte Artemisio che spezzerà l’intera linea del fronte aprendo agli alleati la porta sui Castelli Romani e su Roma.

Il tragico dopoguerra 

Il pomeriggio del 3 giugno le avanguardie alleate percorsero le vie consolari: l’Appia liberando GenzanoAricciaAlbano e le Frattocchie diMarino; l’Anagnina liberando Grottaferrata, e poi Marino e Frascati. L’avanzata proseguirà infine verso Roma, liberata nella notte del 4 giugno.

Dopo la guerra i Castelli erano praticamente distrutti: delle strade erano state tagliate l’Appia, la Maremmana, l’Anagnina, la Tuscolana; tutte le linee ferroviarie (la RomaFrascati, la RomaAlbano e la RomaVelletri) erano state tagliate; erano stati distrutti o danneggiati importanti monumenti (la Cattedrale di san Pietro e Villa Torlonia a Frascati, Palazzo Colonna e la Basilica di San Barnaba a Marino, Santa Maria della Cima e la SS. Trinità a Genzano) oltre a tutti i danni alle altre costruzioni e, in prima posizione, alle ingenti perdite umane.

 

Wikipedia




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